giovedì 11 settembre 2014

DANIZA

AnimalieAnimali.it




Oggi è una giornata tutta per Daniza, uccisa dalla barbarie dall'ignoranza, dalla noncuranza verso creature innocenti. Oggi il mondo è più buio, e questo è il solito pasticciaccio all'italiana con la ricetta base: incompetenza, scaricabarile, non presa in carico di responsabilità. VERGOGNATEVI! DIMETTETEVI! Meritate la GALERA!

mercoledì 10 settembre 2014

SCARS


BLACK LABEL SOCIETY - SCARS



Say your peace, for I'll be on my way
 One last look, nothing left to say
 As I turn my back, to walk away
 I shall forgive, but I won't forget that day

 For every sky that shines
 Shall meet the pouring rain
 For my will shall never break though it may bend
 Like the scars that heal yet never mend

 When lies become the truth
 Well, you've got your beliefs
 No burdens on your mind
 They're buried beneath your feet

 As I turn my back, to walk away
 I shall forgive, but I won't forget that day

 For every sky that shines
 Shall meet the pouring rain
 For my will shall never break though it may bend
 Like the scars that heal yet never mend

 As I turn my back, to walk away
 I shall forgive, but I won't forget that day

 For every sky that shines
 Shall meet the pouring rain
 For my will shall never break though it may bend
 Like the scars that heal yet never mend

 For every sky that shines
 Shall meet the pouring rain
 For my will shall never break though it may bend
 Like the scars that heal yet never mend 

domenica 31 agosto 2014

Post Vacation Blues - 2014 Edition

Le vacanze, che trappola!
Tutto l'anno chiuse dentro scatolette di muratura, a fare il nostro bravo lavoro come polli in batteria. Poi d'improvviso, due settimane di ferie, la libertà assoluta di gestire il proprio tempo e di andare dove ci pare.
Tornare è davvero difficile, riprendendo il ritmo di prima. Il Post Vacation Blues è un momento di lucidità, è l'alzare la testa un attimo dalla catena di produzione e rendersi conto che il mondo non è solo lavoro, dovere, corse e sollecitazioni di ogni genere.
Siamo tornati in Scozia quest'anno, io e Crash. Credevo che avrei vissuto un po' l'effetto "déja-vu". E invece no, è stato un innamoramento continuo.
Tanta bellezza è difficile da descrivere, perchè si tratta di paesaggi mozzafiato emozionanti per me, in piena sintonia con quello che cerco dalla natura. Il silenzio, la dolcezza delle montagne verdi, i fiori viola affatto presuntuosi, il cielo sempre incazzato che quando è libero dalle nuvole fa cambiare i colori, i laghi e le cascate, il rispetto religioso per la natura che in Italia CI SOGNIAMO, come molte altre civili cose, tipo il cartello "Elderly People".
E l'isola di Skye, un luogo incantato...
Tornare qui, a Torino, con i vicini maleducati e rumorosi che buttano pezzi di pane sui tetti, o vedere la lordura che c'è nelle nostre strade grazie anche ad incivili italiani che buttano tutto per terra è deprimente e mi fa detestare ancora di più questo Paese.
Basta aprire un qualsiasi quotidiano per essere scoraggiati e delusi.
Siamo un Paese dove un'orsa viene braccata perchè ha osato difendere i suoi cuccioli ferendo qualcuno che non conosce evidentemente le basi dello stare nella natura., o dove i cretini si danno secchiate d'acqua invece di mettere mano al portafoglio per la SLA.
Quello che ho capito in queste vacanze, è che ho bisogno di stare in mezzo alla natura. che mi piacerebbe avere una casa indipendente da qualche parte nel verde. Che sono stufa dei rumori e delle persone in città, dei clacson, delle buche nell'asfalto, del non poter riposare perchè ci sono gli zarri fuori.
E ho compreso che il bene più prezioso è il TEMPO. La libertà di gestirlo, ma anche che devo cercare di avere più tempo libero possibile, e di impiegarlo facendo esperienze.
Accumuliamo tante di quelle cose inutili, ci fanno credere di aver bisogno di tante cose, ma non ci serve questo surplus di oggetti.
Voglio impegnarmi di più anche per la salvaguardia del pianeta.
Buona domenica a tutti.







lunedì 28 luglio 2014

Pigrizia scrittoria e vacanze

E' un secolo che non scrivo con assiduità,e nonostante il titolo del post on sono su un divano in preda alla pigrizia e all'ozio (cosa che mi piacerebbe un mondo, con una tazza di tea e una maratona di film da vedere), bensì il mio tempo libero viene fagocitato da un buco nero.Cercherò a settembre di essere più assidua e di postare anche qualche raccontino
A Torino diluvia, mentre ad Oslo ci sono 30 gradi, fra un po' vedremo i manager fare il lavoro degli operai e le rane volare.Ho mancato Cyberluke per un pelo a Torino, e mi è dispiaciuto molto, dovrà tornare per forza! :)
Io e Crash stiamo preparando il nostro viaggio in Scozia, due settimane, in auto da Torino. ILo abbiamo già fatto nel 2009, ma con modalità itinerante, Stavolta abbiamo un vero cottage a Turlundy, vicino Fort William. Una based da cui partire per quelle che gli Scottish chiamano outdoor activities, non vediamo l'ora!
Seguiranno aggiornamenti in itinere ed un resoconto completo.
Stay rocked!

giovedì 12 giugno 2014

Me & my baby

Un romanticismo al ferro e agli ottani spiegato a fatica sulla carta anzi nei byte.
Collezionisti ce ne sono sempre stati, di svariati oggetti impolverati o guizzanti, di trenini, bambole di porcellana, penne con le donnine annacquate, rasoi e serbatoi, ma l'emozione del motore, irrazionale ed inspiegabile, affascina ancora e di più.
Cosa ci sia nel ferro, nei cavi, nell'odore che evapora dal serbatoio appena rifocillato io non riesco a dirlo. E' movimento nel rumore, un corpo che vibra assieme al metallo mentre i capelli inseguono il vento e la sciarpa fa il balletto nello specchietto assieme al panorama. E' sentire l'erba appena usciti dal caos caldo della città, il rinfrescarsi dell'aria vicino ai corsi d'acqua, gli insetti davanti al faro alla sera. L'essere seduti ma in corsa, la sfida dell'equilibrio continuo, l'aggiustare le traiettorie, la musica del gas e la strada che corre sotto gli anfibi.
Le nuvole sul serbatoio, lo stare fuori dalle scatolette che ci mette attorno la società, la solitudine delle proprie riflessioni, l'allontanamento dalla banalità.

***
Il mio debole per le moto è stato evidente da subito, ma detestavo fare la zavorrina perchè volevo guidarle. Sarà capitato due volte in tutto, poi ho capito che il sedile posteriore non era posto per me. Ho cominciato coi motorini di cugine e amici, ma ho potuto permettermi una moto molto tempo dopo, a 38 anni.
Una somma di denaro mi si è presentata alla porta come premio lavorativo, e pensandoci qualche minuto l'unico pensiero è stato "adesso mi compro la moto". Mai guidata una moto con le marce prima, a parte una Vespa finita contro un muro, ma quella non è una moto.
Avendo disponibilità economica avrei comprato una Harley. Ma non l'avevo.

Vagliati vari annunci eccola. Bellissima. Proprietaria una donna. Tenuta benissimo. Chiedo ad un mio amico biker  di accompagnarmi come sempre ad "esaminarle". Questa volta non ha detto "è pazzesco" in senso profondamente dispregiativo, ma stava in silenzio. La sua si chiama Principessa, e a quella avevo già trovato in cuor mio un nome adatto, "Bitch". Tre proprietari, tanta esperienza in viaggio, mi sembrava adatto ed ironico.
Pochi giorni dopo era mia.
Senza patente però non potevo e non sapevo guidarla, quindi con l'inseparabile (e paziente) Crash e Reef siamo andati a prenderla per portarla a casa. Lacrime della proprietaria, un stretta al braccio dopo avermi preso da parte "fai attenzione, la strada è pericolosa, ho perso tanti amici". Toccatina virtuale e via, è cominciata la nostra storia insieme.

Nel mio garage la guardavo con sospetto, enorme desiderio e curiosità. Le giravo attorno, la annusavo, mi spazientivo nel non poterla usare. Prendere la patente è stato facilissimo. Se hai già ben chiaro il concetto delle marce, e ti piace guidare, come a me, è una passeggiata.
Le custom sono per me le uniche moto possibili. La parola "moto" nella mia mente fa apparire solo una custom, non esiste che io compri o guidi un altro genere di due ruote.
On a steel horse I ride, diceva Bon Jovi, ed è l'amore per il "ferro" che mi ha condotta tra queste righe a raccontare di lei, la mia Yamaha Virago 535. Nera.
Nel 2012 m'ha preso una follia. Ho trovato questo negozio-officina, Custom Street Bike, cercavo degli specchietti nuovi, perchè i suoi originali sono delle orecchie di Topolino. In loco chiedo informazioni e dagli specchietti sono passata alla verniciatura, al cambio dei cavi, ai raiser, un dissanguamento che è valso ogni centesimo pagato per un anno intero, a rate.

Detesto chi corre con la moto. A me piace usarla qualsiasi sia il luogo dove mi porta. Non ho la malattia "sempre in moto" o del "viaggio ad ogni costo", perchè amo anche le quattro ruote (specie le vecchie signore americane e le Mustang di qualsiasi età), nè intendo convincere qualcuno che sia il migliore mezzo del mondo.
Adoro stare con lei e la uso quando posso. Non ho mai fatto un viaggio lungo, ma non importa, ogni rapporto con la moto è personale ed imprevedibile e guai se seguisse dei cliché: come in ogni amore ognuno ci mette quel che vuole dedicandocisi a sentimento.
Confesso, anche se non dovrei farlo, di mettere le cuffie sotto il casco con la mia musica. A volume basso, appena percettibile. Ho vitale necessità della mia soundtrack fuori casa, sempre.

Si parla sempre della poesia della moto, di quant'è bello, epico. Ma delle figuracce o delle cose buffe si parla poco.
La mia caduta da ferma nel corridoio del garage ad esempio con bacio del pavimento carpiato, incrinatura di due costole, ginocchio e caviglia ammaccate assieme all'onore che si è andato a nascondere.
Episodi che ti riportano alla realtà a muso duro, perchè chiunque salga su una moto si sente un guerriero invincibile, la realtà è invece che bisogna avere rispetto. Della sua pericolosità, della sfida che affrontiamo ogni giorno conoscendola, della strada.
Rispetto senza paura perchè la paura fa commettere errori. Rispetto e conoscenza del mezzo, ma soprattutto accettazione dei propri limiti.

Essendo donna ancora incontro pregiudizi, come anche ammirazione.
Chi si arrovella su come sia possibile che al posto di sognare pannolini e abito bianco preferisca la moto o la fotografia o la musica. Alcuni restano affascinati, ma la maggiorparte non riesce a smettere di dirti quanto sia facile cadere, che l'amico dell'amico si è scatafasciato di recente, che metto la vita in pericolo. Liberissimi di pensarla così, solo che non sempre dare fiato alle trombe è cosa utile ed opportuna.

Sto mettendo insieme un po' di canzoni che parlano di moto, accetto copiosi suggerimenti, ma non Vasco Rossi e tanto meno musica italiana. Ho una primitiva forma di snobismo musicale che mi impedisce di ascoltare musica italiana salvo rare eccezioni.
Andare in moto con la colonna sonora dei Warriors è un'esperienza ascetica intraducibile in italiano.