martedì 1 settembre 2015

Wes Craven

Ho iniziato a guardare film horror assieme a mio padre, di nascosto, perché mia madre si arrabbiava un sacco. Ero adolescente e rispetto alle mie coetanee avevo gusti bizzarri: i film cinesi e giapponesi, la musica metal, l'horror, la fantascienza, l'informatica, i fumetti Marvel, i cartoni dei robottoni giapponesi. Mio padre adorava i film horror. E la fotografia, due delle cose che ho ereditato da lui.
Questo mi è venuto in mente quando ho letto della morte di Wes Craven.
E' curioso quanto possa fare effetto una notizia appresa sul web, relativa alla morte di uno sconosciuto - seppur illustre - a miglia di distanza.
Il primo film horror al cinema è stato proprio Nightmare, dal Profondo della notte. Una mia amica aveva accesso al cinema di famiglia, per cui pur non avendo l'età adatta, quel pomeriggio abbiamo potuto conoscere Wes Craven. E che incubi! Per anni ho sognato di tanto in tanto Freddy Krueger che cercava di farmi a fette nei sogni, e riguardandolo ieri sera confesso di restare ancora turbata.
Il film invecchia benissimo.
Tornando al dispiacere della morte di Craven, ogni regista che suscita in me una emozione profonda (e sono pochi perché ho gusti difficili) mi diventa di famiglia, di qualsiasi genere si tratti. Ma il regista horror, che muove corde più intime di tutte alimentando le nostre paure, crea un legame più forte con il suo spettatore.
Naturalmente Nightmare non è il suo unico film di successo e l'horror non il suo unico genere, ma io lo ricorderò per questo, e lo ringrazio per avermi onorato con i primi incubi da pellicola, come ringrazierò sempre mio padre per avermi iniziato al genere...