sabato 25 gennaio 2014

Adoro i Marillion. Mi portano indietro nel tempo. Inoltre, grande musica.


I diritti del video e della musica appartengono ai Marillion.



martedì 21 gennaio 2014

Perchè le cose in Italia non funzionano

No, non è un post politico. Solo polemico sul modo di lavorare in Italia, uno dei motivi per cui il Paese va allo sfascio.
Compro on line da molti anni, mi posso ritenere notevolmente scafata in merito. Ho affrontato venditori truffaldini, pessimi, ottimi, eccellenti, fanfaroni, fasulli, simpatici o meno.
Ho comprato di tutto, soprattutto all'estero. Sebbene io ci tenga a contribuire allo sviluppo del Paese, ho dovuto constatare fuori e dentro la rete che il CUSTOMER CARE qui da noi non è una RELIGIONE come altrove.
Lo si nota dalle risposte alle email, che dai venditori italiani sono spesso sgrammaticate, scritte male, cortissime ed incomplete. Dalla furbizia di far pagare due volte la spedizione e poi sparire.
Ci vuole poco a fare un cliente felice, ed è molto semplice, basta dargli quello che vuole.


ESEMPIO PRATICO


Guardare questo sito italiano, vende teche in plexiglass anche su misura:


TECHE E BACHECHE


sito web con pochissime info e nessun prezzo, per conosceli bisogna scrivere.


Vi invito adesso a consultare questo sito tedesco


SORA SHOP


con TUTTE le info immaginabili, prezzi, misure, materiali, foto, gallery dei clienti, spese di spedizione.


Dove credete che farò il mio acquisto?


Non si può mettere on line un sito senza prezzi o informazioni dettagliate nel mondo di oggi, dove si vuole e si ottiene ogni informazione in pochi minuti. Non prenderò mai la briga di contattare il venditore per sapere i prezzi, LI VOGLIO GIA' VEDERE senza perdere tempo in infruttuose e lunghe corrispondenze.


La rete in questo ci ha aperto gli occhi, su quello che da clienti possiamo pretendere.



domenica 19 gennaio 2014

6 APRILE - GAME OF THRONES

Finalmente, l'inverno sta nuovamente arrivando. Dobbiamo aspettare sino al 6 aprile per vedere il seguito di Game of Thrones, per il momento ecco due succosi video....

 
Il secondo video lo trovate QUI

mercoledì 8 gennaio 2014

Les Revenants - Prima stagione

Vacanze di Natale 2013. Divano e telecomando, tisana calda e spuntino.
Sto per entrare nella piccola cittadina dove misteriosamente i morti tornano in vita. E chiedono attenzione.
Non i soliti zombie putrescenti, non le pagliacciate maldestre e logorroiche di The Walking Dead, non l’orrore che attanaglia mentre le viscere del malcapitato vengono straziate tra schizzi di sangue e grida.


Les Revenants è uno di quei gioielli assieme a Dead Set e In The Flesh. Tutte e tre le serie sono eccellenti, ed offrono una diversa lente per osservare il mondo degli zombie tanto alla moda oggi, mentre 20-30 anni fa erano considerati roba da nerd brufolosi e solitari.

Affascinante, emotiva, realistica ed intimista, la storia de Les Revenants si basa su un’idea tanto agghiacciante quanto semplice: alcuni morti deceduti a distanza di anni e sepolti con tanto di corpo nella bara ritornano in vita. Dai loro cari.
Non ricordano nulla della loro morte. Non sanno cosa è accaduto. Tornano e rivogliono la loro vita. Ma i vivi nel frattempo hanno imparato a fare senza di loro, dopo anni di mancanza e dolore.





Ed è questo il leitmotif della serie, come gestire la cosa, come affrontare nella vita pratica e quotidiana la presenza ingombrante dei cari estinti.
Sono malvagi o sono gli stessi di sempre? Chi li ha portati indietro? Resteranno? Possono morire ancora?
Attraverso le vicende di varie famiglie e situazioni continuiamo a porci queste domande incollati allo schermo senza avere alcuna risposta sino all’ultima puntata.

***ATTENZIONE SPOILER ****
Sappiamo che hanno una fame insaziabile, non di cervelli, ma di cibo vero.
Sappiamo che i corpi non sono più al loro posto, sotto terra.
Sappiamo che la loro età è rimasta quella della loro morte.
Sappiamo che se contrariati scatenano in modo inconsapevole (o forse no?) strani eventi, suicidi o sbalzi di tensione, strane cicatrici. E che la diga sovrastante il paese è una specie di punto focale da cui non si può scappare, come dal bosco. A nessuno è permesso lasciare la cittadina.
E l’acqua scende, scende di livello lasciano riemergere il vecchio paese abbandonato anni prima e carcasse di animali morte affogate, volontariamente.

Otto mirabili puntate attraverso cui Fabrice Gobert ci racconta le storie di Simon, morto il giorno del suo matrimonio, Camille ragazzina difficile, Victor, inquietante bambino morto diversi decenni prima, Serge, serial killer tornato a tormentare suo fratello e forse a mietere altre vittime…
Tutta la cittadina subisce una metamorfosi, e sprofonda nel baratro dell’impossibile con un finale che lascia col fiato più che sospeso.
La serie, mandata in onda per la prima volta su Canal+ nel 2012, è stata ispirata da un film omonimo del 2004, Les Revenants di Robin Campillo, che sto cercando di procurarmi rosa dalla curiosità.
Le musiche, altrettanto intriganti sono dei Mogwai, gruppo scozzese che prende il nome dai Gremlins (film del 1984 di Joe Dante e pilastro della mia formazione cinematografica) già per questo mi stanno simpatici.


Le riprese sono state effettuate in Francia nei pressi di Annecy, principalmente nella cittadina di Seynod, mentre la diga è quella di Tignes. Questa cittadina, prima della seconda guerra mondiale giaceva proprio dove ora c’è la diga, come nella serie tv.
Dopo la prima Guerra Mondiale il bisogno di energia elettrica era importante.
Sono stati acquistati terreni su terreni e il progetto della diga è diventata un imponente cantiere, dopo qualche tentativo di sabotaggio e resistenza degli abitanti  finiti con l’esproprio dei terreni dei più recalcitranti.






Anche il piccolo cimitero non è stato risparmiato. I corpi esumati, e due madri a contendersi un corpicino della loro figlia. Viene ritrovato anche un cranio spaccato in due, e i segreti di una famiglia nascosti a lungo prendono aria assieme ai vivi. 
Cinque anni di lavori. Muri, alberi, case spazzate via. Molti operai sono morti nella costruzione, si dice che siano restati intrappolati nel cemento. L’acqua ha ricoperto tutto.
Molti abitanti del paesino non si sono rassegnati e hanno perso la testa, ci sono stati diversi suicidi e morti inquietanti.
Ogni 10 anni la diga veniva svuotata per l’ispezione di routine, ed il villaggio emergeva dal fondo del bacino per sventolare i suoi fantasmi e quello che restava delle abitazioni.
Dal 2000 però è stato deciso di non procedere più, in quanto tali operazioni possono essere effettuate tramite dei robot.
Ed il paese resta sepolto nel fango, e le sue storie in un gorgo di cemento e acqua, al buio e al silenzio.
Una ispirazione perfetta per una serie come Les Revenants.

E adesso fate un giro in città, se non avete paura PARTENDO DA QUI

IL COPYRIGHT DEL FILMATO E DELLE FOTO SONO DEI RISPETTIVI PROPRIETARI. Le foto provengono da questo sito 

venerdì 3 gennaio 2014

COMINCIAMO BENE (BUON 2014!)

Tantissimi auguri a tutti. Io al 2 gennaio ero in coda per chiarire la mia posizione riguardo alla TARSU (tassa sui rifiuti), non vi annoio con i particolari, vi basti sapere che dopo il cambio di residenza l'anagrafe NON ha mandato il modulo e quindi ero un fantasma per l'ufficio spazzatura.
Potevo starmene zitta, ma tra due-tre anni avrei avuto la stangatona da pagare dal 2012 in poi quindi mi è parso logico andare a controllare l'inefficienza altrui.
Il 2013 è stato un anno bello tosto, ho dovuto fare i conti con la stanchezza del lavoro decuplicato, la perdita di un caro amico che dal 2012 non smette di far male, ho perso la voglia di scrivere (e si è notato).
Ma abbiamo anche comprato casa, che di questi tempi è una fortuna, ed io ho guadagnmato la mia indipendenza dai suoceri, ed il silenzio agognato, oltre ad una stanza tutta per me per la scrittura, la musica e le mie cose.

In questo post vi avevo parlato di una mostra fotografica con un mio progetto. Riguardava l'infotografabile, o meglio quello che solitamente non è interessante agli occhi altrui. Amo fotografare i soggetti invisibili, i dettagli che nessuno guarda, volevo che il brutto fosse poetico.
Le foto sono state tante, circa 150, ma sono state scelte dal curatore della mostra (Davide Giglio del Centro Visual) queste cinque.






Nel frattempo, è meglio cominciare l'anno con un po' di sano rock n'roll che ce n'è bisogno