venerdì 31 maggio 2013

PRIMO SUCCESSO E CAMBIAMENTI

A quanto pare il primo round anti piccione (profilo pacifista, s'intende) è a mio vantaggio: questa sera, con 4 scatoline di canfora e due piantine di salvia ho trovato il balcone pulito!!!

E' un periodo di cambiamento per me, ed ho voluto alleggerire la grafica del blog (lasciando solo il banner di Cyberluke che merita di stare dove sta) per renderlo più luminoso e allegro. Dovrò aggiornare anche qualcosina, appena posso.

So che devo mandare The Walking Dead a Cyberluke, promessa che non ho mantenuto, mi cospargo il capo di ceci Klingon e provvedo prestissimo.

Tra poco ci sarà la prima di Star Trek Into Darkness, manca poco al 12 giugno. Sono in fibrillazione. Si lo so, non è Star Trek come lo conosciamo noi fan di vecchia data. Ma è sempre meglio che non averne più. Grazie all'interesse in questi due film di J.J. Abrahams abbiamo più convention, più gadget, più blu ray, più articoli, più post, e questo mi rende felice.
Non sono poi andata alla Sticcon. Qualcuno di voi c'è andato?

Attendo sempre citazioni, mi raccomando! INVIATE!!!

Vi lascio, data la circostanza e dati i tempi in cui si deve levare la voce contro il femminicidio con questa bella frase:
Ma quello che vorrei continuare a dire alle donne, anche dopo la mia morte, è di non perdere mai il rispetto di se stesse, di avere dignità. Sempre. Ripensando alla mia vita non ho mai permesso che mi si mancasse di rispetto”. Franca Rame

 

giovedì 30 maggio 2013

QUOTE OF THE DAY

E' un po' che non scrivo, sono stata presa da mille cose tra cui il post-trasloco, un corso di fotografia avanzato e la stanchezza per un carico di lavoro che si è triplicato senza che nessuno ci facesse caso.
Sto preparando un progetto per il corso di fotografia, ed il mio tema è "bruttezze". Il titolo lascia un po' a desiderare, penserò a qualcosa di più appealing più avanti, davanti alle foto scelte.
 
Ho abbandonato per un po' la scrittura, sia perchè subisco la fascinazione della fotografia, ora che posso praticarla come volevo, sia perchè le ultime esperienze scrittorie sono state per me un po' deludenti.
Non per quello che ho scritto, ma per quello che hanno significato.
Mi sta bene, bisogna accettare anche i temporanei cambi di interesse senza troppe storie. L'importante è non lasciare che la mente ozi.
 
Nella nuova casa sono alle prese con una personale lotta ai piccioni.
Io adoro gli animali, ma queste creature detestate da tutti hanno deciso di fare del nostro balcone il loro cacatoio preferito.
Ho studiato, e documentandomi ho scoperto che non possono soffrire l'odore della salvia, della naftalina, probabilmente del lysoform. Ma soprattutto ho comprato dall'Inghilterra (perchè in Italia gli STESSI IDENTICI ARTICOLI COSTANO 3-4 VOLTE TANTO) un falco ad ali aperte in resina ed una civetta nello stesso materiale che muove la testa con il vento.
Ho comprato due piantine di salvia, messo 4 coppettine in alluminio con la naftalina, e resto in attesa dei resinosi pennuti sperando che funzioni.
I metodi tradizionali mi sembravano troppo cruenti, perciò proviamo "naturalmente": alla vista dei loro predatori dovrebbero intimorirsi e non venire più.
 
Accetto suggerimenti, tranne trappole, reti elettrificate e strumenti torturatorii. Hanno lo stesso diritto di vivere che abbiamo noi.
 
A proposito, sono alla ricerca di citazioni. Possibilmente da scrittori, artisti, persone che hanno cambiato il mondo in qualche modo, dal punto di vista creativo, artistico, storico o letterario. Se per caso ve ne "avanzano" le accetto con gioia.
 
E NO, IL NANO O CORONA O PERSONAGGI SIMILI NON SONO AMMESSI.


 
 

venerdì 24 maggio 2013

Più cura della luce!
Stay awake! Rimani sveglio, amico mio, resta sveglio e ricordati sempre di tenere accesa una luce da qualche parte, anche solo in un ripostiglio per quando ti sentirai di nuovo perduto, lost. Do you remember what you told me? Abbi cura della grazia, della luce. Stay awake, my friend, stay awake.
Forse è tutto questo. Avere più cura della luce. Non abbandonarsi alla notte. E non dico alla notte, non quella vera, dico al sonno.
Bisognerebbe riuscire a starci svegli, puliti, in mezzo alla vita.
Che non ti prenda più il sonno, il marcio del letto, che è lì che fanno le cimici, che poi si finisce a chiocciare come i vecchi, con qualcosa tra le mani.
Tutto tace e il mondo non ti trova, la vita non ti trova. L’ossessione si prende tutto. E niente è più vasto del bicchiere d’acqua in cui ti sei annegato.
Dunque se arrivi ad imparare che un’anima ti può rendere l’anima, bisognerà ricordarselo, perché non serve avere trovato. Bisogna ricordarsi di avere trovato.
Perché tutto può sparire attorno a noi. La casa, le strade, due occhi di biglie in un vestito a ciliegie, quello che eri fino adesso.
La notte ti prende e il mondo non basta più. Addio poesia, epica, amore per le scarpe, per i vestiti che iniziano a stare in piedi da soli, e sono proprio i tuoi vestiti. Tutto andato, e qualcuno ti viene a chiedere, “Ma che è successo, che è successo? E tu dici “Non lo so. Non lo so”.
Perduto! Lost! Chi è perduto?
Anche se sei nato già incapace di difenderti, schifosamente obbediente, così teso all’impiastro, non bisognerebbe essere troppo crudeli con se stessi. Non darsi mai un sogno di quiete, né oggi, né domani. Non bisognerebbe, come se tutto fosse da arraffare, se tutto fosse sempre bottino.Non bisognerebbe, o forse è l’unico modo. Amare sempre, nella colica. Vedere luci e abbagli e vederli scomparire subito, o stare a impazzire tra le camere, tra i rumori dei tubi degli altri.
Svuotarsi agli estranei, e non conservarsi niente.
Perché non si muore tutte le mattine.
Buttarsi sempre, non seguire la voce. Stordirsi. Curarsi di quello che non c’entra, affardellarsi il groppone, divorarsi, affezionarsi ai mali.
Non impadronirsi di niente.
Diventare meno ubbidienti e meno vigliacchi, perdere la poesia e le mutande, perdere ogni cosa di dosso, non conservare niente, e farsi attaccare tutto.
Curarsi invece l’anima, metterne un pò dentro, un pò da parte.
Come se non si dovesse morire per forza stanotte, come se ce ne fosse anche per domani, e dopodomani, perché è vero, si muore tutte le mattine, e un poco di più ogni volta e anche per tutte le altre volte".
           
Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine p.321-322, Feltrinelli ed.2013